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Giovani Democratici siciliani: elezione Micciché anticipo del Trasversalismo? Giovani Democratici siciliani: elezione Micciché anticipo del Trasversalismo?
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I Giovani Democratici siciliani provano tanta vergogna – Sono 22 i firmatari di una nota diramata dai Giovani Dem della Sicilia, la cui sintesi politica, dopo l’elezione di Gianfranco Miccichè sabato scorso a Presidente dell’Ars, non lascia dubbi. I giovani firmatari in quella nota dichiarano: “Con l’elezione di Micciché, la misura è colma”.

Nasce ogni ora il fronte degli scontenti: “gli inciuci non fanno parte della storia della sinistra”

Il fronte degli insofferenti alla linea politica del PD a proposito degli ‘inciuci’ cresce ogni giorno. Molti esponenti Dem, pur ricoprendo cariche prestigiose, la pensano allo stesso modo. Lo sconcerto è sotto gli occhi di tutti e quello che sta avvenendo in Sicilia, probabilmente, è solo l’antipasto di quello che si verificherà tra qualche mese anche a livello nazionale.

Quello che è successo nei giorni scorsi per l’elezione di Miccichè alla presidenza dell’Assemblea Regionale Siciliana è la riprova che oramai gli ideali e le scelte coerenti, in politica, non contano più. Quello che conta sono i numeri, i pacchetti di voti, le famiglie giuste e, facendo due conti, la scelta ricade verso chi offre di più. Purtroppo la verità è questa! Sono finiti i tempi delle bandiere politiche, degli ideali e dei fronti comuni. Oggi, ognuno è libero di scegliere, una volta eletto (con il proprio pacchetto di voti), con chi stare, o meglio con chi offre la poltrona più prestigiosa.

La disaffezione da parte dei cittadini/elettori alla Politica è oramai un fatto assodato. Così come la ‘degenerazione’ alla spasmodica ricerca di fronteggiare a tutti i costi la discesa in campo di chi possiede buone idee, progetti, coerenza politica e tutto quello che oramai è andato disperso dal punto di vista morale.

Giovani Democratici siciliani: “Proviamo vergogna per il comportamento di alcuni dei nostri Parlamentari”

Ritornando al caso Sicilia, proprio in queste ore molti segretari di circolo e tanti dirigenti regionali e nazionali del PD si dichiarano indignati rispetto a quello che è successo all’ARS: Proviamo vergogna per il comportamento di alcuni dei nostri Parlamentari rispetto al voto per l’assegnazione della Presidenza dell’Ars. Andando ben oltre il riconoscimento dell’onore delle armi, il gesto di votare il commissario di Forza Italia nonché uomo di punta del centrodestra è un atto vergognoso e privo di rispetto verso gli elettori e la storia del Pd; votare chi ha raggiunto il consenso attraverso imputati, indagati e condannati o voltagabbana riciclati della politica che cambiano schieramento in base alla propria convenienza”.

Il riferimento al fattaccio tutto siciliano (per il momento) è palese e per certi versi anche imbarazzante. In quella occasione, grazie al voto di quattro deputati siciliani Dem, venne eletto il candidato del centrodestra Gianfranco Miccichè alla Presidenza dell’ARS.

Alla luce dei fatti, qualcuno ha pensato bene di partire dalla Sicilia per iniziare ad impostare una linea politica nuova, all’insegna della trasversalità. La stessa linea d’azione politica che finora ha prevalso nei 5 anni di questa legislatura che si accinge oramai a chiudere i battenti. Insomma, si tratta di prove tecniche o solo di casi isolati? Chi scrive questo articolo tende per la prima dele ipotesi, in quanto sembra oramai assodato che pur di fronteggiare l’incalzante avanzata dei 5 stelle e di Di Maio si è disposti a tutto, persino a votare chi fino a qualche anno prima era annoverato tra i più acerrimi dei nemici.

Il contenuto ‘forte’ della nota dei Giovani Democratici siciliani: non accettiamo il vile trasformismo, “Non siamo un taxi di ceto politico”

A quanto pare i Giovani siciliani del PD non hanno peli sulla lingua e dichiarano: “Come giovani che si dedicano da anni al Partito Democratico, non abbiamo perso la speranza di rappresentare qualcosa di più. Qualcosa di più solido di un’alternativa al contesto politico generale che vive un periodo di profondo degrado morale”.

Oggi non possiamo più stare in silenzio

Mossi dalla rabbia verso le scelte poco coerenti degli esponenti politici di spicco del PD, i Giovani Democratici siciliani proseguono, rincarano la dose: Oggi non possiamo più stare in silenzio. Come possiamo presentarci alternativi ad altre forze politiche se poi legittimiamo i nostri avversari sugli scranni più alti del Parlamento Siciliano? Come possiamo essere credibili quando diciamo che non governeremo con la destra dopo il voto, se in Sicilia, dopo una sconfitta, alcuni dei parlamentari del PD si consegnano, mortificando le Istituzioni, rappresentando il peggiore trasformismo che ha impoverito e condannato la nostra terra? Come possiamo coinvolgere le giovani generazioni in un processo di rinnovamento della politica e del nostro partito se non ci comportiamo in modo alternativo alla peggiore destra d’Italia? Come possiamo fare credere ancora nella politica se poi sembra uno scambio di cortesia all’interno di un ceto politico? Chiediamo alla classe dirigente del Partito Democratico siciliano di rispondere in maniera chiara a questi interrogativi, prendendo le distanze da un tale gesto, prendendo misure nei loro confronti. Vogliamo sapere chi ha fatto uso delle Istituzioni e del Partito per questioni personali. Non siamo un taxi di ceto politico”.

La presa d’atto dei Giovani Democratici siciliani: “oggi il PD in Sicilia e altrove è ‘solo acqua…'”

Le considerazioni finali degli stessi giovani Dem siciliani lascia un po’ d’amaro in bocca. Non è una semplice riflessione. E’ un avvertimento, una presa d’atto e un lucido ammonimento nei confronti di chi conduce (male) oggi il partito democratico: “Senza chiarezza e coerenza, il partito liquido a cui siamo purtroppo arrivati oggi non sarà nient’altro che un partito acquoso, che non sa di niente e per questo pensa di stare bene su tutto, sbagliando e consegnando il paese alle destre e ai populismi”.

Che dire, ogni tanto ascoltare le idee dei più giovani non è affatto sbagliato. Una riflessione che si può fare? Ogni tanto è bene fare opposizione invece di opporsi a tutti i costi alla scalata ‘popolare’ (e non populista) di chi ogni giorno acquista i consensi degli elettori. Il M5S è oramai pronto per governare e i suoi consensi non sono il frutto di cordate, di pacchetti, di malaffare, di opportunismo, di collusioni e quant’altro ma sono soltanto il risultato di una reazione verso gli intollerabili comportamenti ‘schizofrenici’ e incoerenti di chi ci ha governato da più di 30 anni questo nostro Paese.

lucianomondello

Architetto e Designer, insegna Arte e Immagine presso un istituto statale. Si interessa di temi legati al mondo del lavoro, alle nuove tecnologie, alla Libera professione e alle problematiche legate all'insegnamento. Gestisce parecchi portali di informazione e scrive, dal 2015, in qualità di freelance per Blasting News.